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   Hochferner Nordwand , 27/12/2015
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Onicer  pelle2005   
Regione  Trentino Alto Adige
Partenza  Quinto tornante per lil passo vizze  (2054 m)
Quota attacco  2500 m
Quota arrivo  3470 m
Dislivello della via  900 m
Difficoltà  D+ ( pendenza 70° / IV in roccia )
Esposizione in salita Nord-Ovest
Rifugio di appoggio  Bivacco messner in salita,event rifugio gran pilastro in discesa
Attrezzatura consigliata  NDA. 8/10 viti da ghiaccio, qualche friends medio-piccolo, eventuali fittoni. NB: percorso su ghiacciaio crepacciato.
Itinerari collegati  nessuno
Rischio valanghe  1 - Debole
Condizioni  Ottime
Valutazione itinerario  Eccezionale
Commento Che dire, salita eccezionale. Resa possibile dal pazzo clima di questi mesi, ma che per lo stesso clima si è radicalmente modificata in pochi anni. Confrontando foto anche solo del 2007, la seraccata bassa non c'è più, ora rocce levigate se non c'è neve. Rispetto al 2011 (http://www.alpinistidellambrusco.org/2011/05/015hochferner-parete-nord.html), la via classica ha una bella parte di rocce scoperte.

Abbiamo redatto una relazione che tenesse conto di questi notevoli cambiamenti, ma senza entrare troppo nel dettaglio in quanto chissà se i prossimi ripetitori troveranno la stessa salita. Di seguito metto invece le condizioni trovate e gli ostacoli da noi riscontrati.

Necessarie catene dal terzo al quinto tornante, tanto ghiaccio, ma la strada ha una pendenza moderata (sale 300m in 4,5km). Io ho lasciato un paio di scarpe leggere al terzo, cosi da risalire comodo e senza zaino.

Il mio GPS mi ha segnato 2250 m D+ (comprensiva la risalita dal terzo al quinto tornante), ma probabilmente sono tanti (vedi relazione): cmq, il sentiero di discesa, sale per un bel po! 18km circa, di cui 12km solo discesa.

Nostri tempi (tempi indicativi, errore di via, doppia, rientro notturno con difficoltà di orientamento)
Tempo di salita: 2h 30min per l’attacco senza neve, circa 7h30min la via, la cresta e la cima.
Tempo di discesa: 6h (comprensiva di 1h dal 3 al 5 tornante) 5h dalla cima al parcheggio

Avvicinamento:
Negli ultimi anni la seraccata si è notevolmente ridotta alla base, e attualmente l'attacco vero e proprio si trova al di sopra di una placconata di rocce levigate e scoperte. E' stato possibile aggirarla piegando a dx seguendo uno scivolo di neve e traversando poi verso sx al di sotto della prima seraccata fino a raggiungere la sua estremità sinistra, dove si attacca la salita vera e propria (2h 30 min dall'auto). Questi due traversi espongono al pericolo di caduta seracchi: con buon innevamento e trovando quindi le rocce coperte, è consigliabile salire dritti stando sotto a sx della seraccata basale.

La via:
Seguendo una serie di canalini ghiacciati, con qualche breve passo di misto si raggiunge la sommità della prima seraccata, oggi notevolmente ridotta. E' da qui visibile la seconda grande seraccata. Per raggiungerla è necessario salire il ghiacciaio traversando verso dx su pendenze di circa 60° un tratto molto crepacciato (qui ci siamo legati). Giunti al di sotto della seconda seraccata sarebbero storicamente possibili tre vie.

1. Classica: senza attaccare la serraccata, spostarsi verso destra per prendere uno scivolo nevoso, a tratti stretto, tra ghiacciaio e rocce, e tramite questo salire oltre la serraccata stessa.

2. Eisbruch: salire dritto per dritto la serraccata sfruttandone i punti più deboli

3. Vanis: evita completamente la seraccata salendo un canalino ghiacchiato a sx della stessa.

Purtroppo questi itinerari storici sono stati notevolmente "sconvolti" dal ritiro del ghiacciaio che negli ultimi anni è stato repentino. Di seguito la salita da noi compiuta.

Noi abbiamo attaccato la serraccata salendo verticalmente su parete ghiacciata a 70°, per circa 90/100m, fino a un comodo punto di sosta (SG). Da qui, un'altra cordata ha traversato leggermente verso dx per poi salire dritto (l'odierna Eisbruch forse): probabilmente con un tiro di corda è uscita dalle difficoltà, ma ha poi dovuto risalire tutto il ghiacciaio passando su notevoli crepacci (vista dall'alto una bella traccia e bei buchi). Una delle nostre cordate si è lasciata trarre in inganno da una logica rampa verso dx, che poi con qualche metro di ghiaccio verticale ci ha portato a un balcone in mezzo alla serraccata (35m, tratto 80°): questo però si è dimostrato essere un vicolo cieco che ci ha costretto a una calata su abalakov, mentre l'altra nostra cordata ha traversato più basso scorrendo sotto la serraccata. Ci si porta così a dx della stessa dove tocca la roccia, ma sempre sotto l'incombenza di possibili cadute di ghiaccio. Quindi a ragion veduta, l'odierna via classica inizia a salire il pendio ghiacciato, ma a metà dello stesso traversa verso dx.
Raggiunta quindi la zona dove la seraccata si innesta con la parete rocciosa laterale (SG), si sale in mezzo alle due. Qui il ritiro del ghiacciaio e lo scarso innevamento hanno reso necessario superare circa 8/10m di rocce scoperte e difficilmente proteggibili (M4). Al termine di questo salto spostarsi verso sx su terreno più facile fino ad un ballatoio chiuso fra la seraccata a sx e la parete a dx (lunghezza del tiro, 55m circa, SG sempre sotto dei seracchi).
Da qui, dopo una facile strettoia ghiacciata, parte un canale innevato con pendenze costanti intorno ai 65°/70° che può essere affrontato in conserva, proteggendosi con viti a sx sulla parete laterale della seraccata. Dopo circa 120m il canale si apre in aperta parete (possibilità di proteggersi con fittoni, se la neve lo consente), ed è visibile sulla sx la conca superiore chiusa dalle due cime Weisspitze e Hochfernerspitze. Quest'ultimo è visibile dalla parte opposta della conca. Per raggiungerlo è possibile scendere nella conca e traversare verso sx (soluzione da noi non seguita per la presenza di numerosi crepacci). Una seconda possibilità è proseguire verticalmente su pendio di circa 60° fino ad uscire sulla Hintere Weisspitze 3,395 mt (via da noi seguita).
Per raggiungere L'Hochfernerspitze seguire poi l'esposta cresta verso sx. Questa è a tratti affilata e instabile nei tratti scoperti, e termina su una sella, pochi metri sotto l'Hochfernerspitze. Da qui è possibile iniziare la discesa, salita facoltativa all'Hochfernerspitze 3.470mt, raggiungibile in pochi minuti risalendo l'ultimo tratto di cresta.

Discesa:
Dalla sella al di sotto dell'Hochfernerspitze, traversare a sx (viso a valle) sul versante opposto alla parete (sud). Dopo circa 100m scendere lungo il pendio sulla massima pendenza fino al ghiacciaio sottostante (non continuare in traverso, senza uscita). Con scarso innevamento la discesa è pericolosa a causa dell'estrema instabilità del fondo e occorre prestare molta attenzione. (da qualche parte si parla di doppia per scendere. A noi il versante di discesa (dalla sella a pochi metri dalla vetta) è parso parecchio scosceso e tutto marcio, senza possibilità di ancoraggi sicuri.) Dal ghiacciaio è possibile raggiungere la normale al Gran Pilastro sul lato opposto, attraversando tutta la conca e da lì scendere. Noi abbiamo invece seguito, immediatamente a dx, una traccia in discesa lungo il Weisskarferner, evitando questa traversata. Ci siamo così innestati sulla normale solamente al termine del ghiacciaio (attenzione ai numerosi e grossi crepacci) e senza passare per il RIfugio Gran Pilastro. Seguendo poi tracce in discesa occorre incrociare il sentiero segnavia 1, il quale dopo lunghi traversi (a tratti in salita) a mezza costa riporta al 3° tornante. Da qui, se si è lasciata l'auto al 5° tornante occorre risalire la strada per il Passo di Vizze.

NB: insomma, è una salita che muta molto aspetto a seconda dell'innevamento e di come la serraccata evolverà!

Andrea+Gianluca, Cristian+Giorgio

Qui relazione:
https://drive.google.com/file/d/0B6vHIQPR_GZ-bE9FdDJnaDEtdGo1bEdydzBmSXBRR3FTV1Nv/view

Qui racconto:
http://andreaintrip.blogspot.it/2015/12/la-salita-dellanno-spettacolare.html

Qui altre foto (che descrivono bene la salita):
https://goo.gl/photos/8Vy1uDHLKuFXZNvu8
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Immagini             

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